di Maddalena Padovani
“PREPARATIVI PER LA PIOGGIA”È ILPRIMO DISCO DILORENZO PALMERI. PER MANTENERE FEDE ALLA SUA DOPPIA VOCAZIONE DI MUSICISTA-DESIGNER HA IDEATO UN BOOKLET CONTENENTE NOVE COPERTINE DIVERSE, DISEGNATE DA NOTI PROGETTISTI ITALIANI, CHE SI COMPONGONO TRA LORO SECONDO LA TECNICA DEL KIRIGAMI.Non vogliamo entrare nell’ambito della critica musicale. Agli ascoltatori e agli operatori di settore rimandiamo il giudizio su questo cd di musica ‘pop colta’, come viene definita in gergo, che vanta la collaborazione di firme di prestigio tra cui Franco Battiato, Saturnino, Livio Magnani e Andy dei Bluvertigo. C’è più di un aspetto, però, che fa del primo disco di Lorenzo Palmeri (Preparativi per la pioggia, uscito a fine novembre con l’etichetta NunFlower) anche un prodotto di interesse progettuale. E che lo porta a essere un esempio emblematico di ‘trasversalità creativa’, ovvero il risultato di un’attitudine al progetto che non si esplica più in una sola direzione, in uno specifico settore produttivo o nell’ambito di una disciplina ben definita, ma abbraccia tout court le espressioni della vita contemporanea. Da sempre Lorenzo Palmeri affianca l’attività di designer a quella di musicista. Da quando frequentava gli studi di architettura al Politecnico di Milano e contemporaneamente studiava composizione musicale, agli anni successivi, quando ha iniziato a comporre colonne sonore per cinema e teatro e, nello stesso tempo, a mettersi in evidenza sulla scena del New Italian Design grazie all’ideazione di operazioni di progetto condiviso come 16 designer per Invicta e Milano Sound Design e a progetti da solista per varie aziende. “Si tratta di due vocazioni”, commenta Palmeri, “che si sono sempre alternate e spesso sovrapposte in modo molto morbido, non conflittuale. Che si tratti di musica oppure di design, il processo per me è sempre lo stesso: parto da un’idea, definisco la bozza, sviluppo il progetto, infine cerco qualcuno che ci creda e condivida questo percorso”. Questa doppia anima creativa aveva già trovato nel disegno degli strumenti musicali la sua espressione più rappresentativa. Sono infatti oggetti pensati non solo per ottimizzare la funzione a cui sono destinati, ma anche per introdurre nuove gestualità, nuovi modi di suonare, nuove tipologie di prodotto, da cui emerge chiaramente una visione antropologico-culturale che va al di là del progetto specialistico. Paraffina Slapster, per esempio, è la chitarra elettrica in alluminio prodotta da Noah, pensata da Palmeri per enfatizzare la teatralità del fare musica. È infatti dotata di un ‘occhio-maniglia’ per ‘prendere’ la chitarra e ‘indossarla’ – come dicono i chitarristi – e di una ‘lingua’ che favorisce un’azione inedita del gomito o della mano del musicista, introducendo suoni nuovi. Grazie alle originali performance e al disegno innovativo la chitarra è diventata presto un oggetto-icona, selezionata da mostre e musei di design e consacrata da Lou Reed che ha voluto utilizzarla durante il suo tour mondiale. Con il suo primo disco da solista Lorenzo Palmeri arriva a esprimere a 360 gradi il suo concetto integrato di musica-design. Dalla composizione, all’esecuzione, alla sua presentazione e rappresentazione fisica, il progetto della musica si declina dalla scala immateriale a quella materiale. “Tutto oggi tende a dematerializzarsi”, spiega il designer, “specie nel mondo della musica. Ho voluto ridare senso e nobiltà alla copertina, attribuire una consistenza fisica alla musica, recuperare il gesto artistico che ha segnato la storia di tanti album e tanti autori in passato”. Il gesto di Palmeri diventa quello di molti nomi noti del design italiano. Paolo Ulian, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Marco Ferreri, JoeVelluto, Odoardo Fioravanti e Gumdesign sono gli amici-progettisti che Lorenzo coinvolge nella realizzazione della copertina di cui l’utilizzatore finale diventa un co-autore. A ciascuno di loro chiede infatti un disegno a soggetto libero, con l’unico limite di rispettare alcuni punti di passaggio del disegno da lui stesso realizzato: un elastico. Il principio è quello del kirigami: una volta tagliati i fogli in due lungo l’asse orizzontale, l’utente può girare solo mezza pagina e far incontrare la mezza copertina di un designer con quella di un altro designer, costruendosi così il proprio disegno. “In questo gioco”, conclude Palmeri, “io vedo una specie di metafora del progetto. L’elastico, che è un oggetto pop, colorato, morbido, flessibile e ha una forma casuale, rappresenta l’elemento irrazionale; all’elastico si contrappone la linea orizzontale, ortogonale, rigida; i passaggi obbligati del disegno esprimono i limiti che ogni progetto deve tenere presente; infine, la partecipazione: questo è un lavoro che ha un senso individuale ma anche di gruppo, perché acquista corpo grazie all’intervento di più persone”.