Interni Magazine

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Archicontainer

di Danilo Premoli

Cellule minime, modulari, facili da montare e da trasportare: i cargo hanno catturato l'attenzione dei progettisti. Perfetti, nella loro semplicità, per costruire resort immersi nella natura, interi quartieri di social housing, gallerie d'arte itineranti, musei, showroom. Inizia la seconda vita di un prodotto industriale comunemente visto come povero e rugginoso.
Gli architetti Joel Egan e Robert Humble dello studio americano HyBrid (www.hybridseattle.com) hanno coniato una nuova parola per il loro progetto che utilizza i container: Cargotecture. “Nell'ultimo secolo” spiegano i due progettisti di Seattle “gli edifici sono tutti costruiti più o meno nello stesso modo. I materiali da costruzione necessari sono trasportati in cantiere con diversi viaggi, inquinanti, e sono utilizzati secondo il disegno della costruzione, montati e assemblati da squadre specializzate. Questo processo è dispendioso, inefficiente e oneroso in termini di risorse, consumo di energia, costi e tempi. Noi abbiamo lavorato su economie e prodotti industriali in catalogo, piuttosto che inventare prodotti o utilizzare materiali esistenti in nuove forme”. È nato così il progetto a King County, Washington, un padiglione che si inserisce discretamente nella natura intatta del river front, costruito in fabbrica in 45 giorni e montato in solo 16 ore. Il risultato è il “dialogo tra l’essenza globetrotter del container e la quiete ancestrale del bosco". Tutte le parti, compreso il basamento, possono essere rimosse in un pomeriggio, restituendo la scena alla forma originale nel corso di una stagione. Con lo stesso sistema compositivo, Egan e Humble stanno completando, si prevede entro la metà del 2009, il Cargotecture Resort in Portogallo, costruito puntando sulla sostenibilità e il fascino del luogo. Ed è diventato immediatamente un landmark del lago di Zurigo anche il Freitag Flagship Store costruito affiancando e sovrapponendo diciassette container, utilizzati come showroom espositivo delle borse del marchio, Con questo progetto, gli architetti svizzeri Annette Spillmann e Harald Echsle (www.spillmannechsle.ch) hanno vinto quest'anno il premio Marketing+Architettura. Il citizenM di Amsterdam è il primo hotel di una nuova catena alberghiera che prevede di realizzare 5 mila camere nei prossimi 5 anni. La commessa internazionale del valore di 50 milioni di euro è del gruppo italiano Interna (www.interna.it), che si è aggiudicato la gara per il rivoluzionario concetto di hospitality di lusso low cost (personale ridotto al minimo, stanza prenotata esclusivamente via Internet, check-in attraverso la propria carta di credito che viene utilizzata come chiave della propria stanza). Negli hotel citizenM, le stanze sono costruite utilizzando come base il modulo di un container marittimo: all'interno del volume standard delle camere (2,20 metri di larghezza per 6,90 di lunghezza), Interna Contract ha curato la realizzazione “chiavi in mano” di un arredo disegnato ad hoc dallo studio di interior design olandese Concrete. L'azienda friulana è stata invitata a partecipare a tutte le fasi preliminari di studio e progettazione, che hanno consentito l'ingegnerizzazione e la messa a punto della camera tipo, rendendone di fatto possibile la realizzazione. In questo modo un albergo può essere ultimato di fatto in soli nove mesi dall’avvio dei lavori. E in poco più di cinque settimane, con centocinquanta container coperti da un tetto e una struttura di tubi in cartone, il geniale architetto Shigeru Ban (www.shigerubanarchitects.com) ha realizzato il Nomadic Museum, concept dello studio Officina di Architettura (www.officinaarchitettura. it), uno spazio espositivo itinerante destinato a essere montato nei porti (New York, Los Angeles, Tokyo), per facilitarne la logistica e il trasporto.

 



Vanna e Giulio Meroni, imprenditori del marchio Meritalia, letteralmente tappezzati dal prodotto di maggiore successo che è uscito dalla loro fabbrica.

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