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I PROTAGONISTI • Voglio una casa  tutta griffata

di Rosa Tessa

Asia, Medio Oriente, Nord Africa. Nelle prossime mecche del turismo internazionale nascono immensi resort, pronti ad ospitare il più bel made in Italy della moda e del design. Ma anche le capitali occidentali, New York in testa, arredano interi grattacieli con le home collection degli stilisti.
Più dei vestiti, gli stilisti oggi vendono ‘stili di vita’ e la casa è uno dei luoghi preferiti per declinare e confezionare la loro visione estetica. Se i prodotti tessili, le ceramiche e l’oggettistica sono in vendita già da alcuni decenni, nei negozi delle griffe, l’ultima frontiera, è rappresentata dai mobili. Le case griffate registrano entusiastici consensi soprattutto tra i consumatori dei mercati emergenti e dei Paesi approdati da qualche anno allo shopping del lusso. D’altronde i marchi della moda sono molto conosciuti a livello internazionale, sicuramente più di quelli del design. La gente conosce bene, da anni Armani, Fendi, Versace, ed è più raro che conosca i brand dell’arredo. Gli stilisti quindi hanno dalla loro la riconoscibilità del nome, ragion per cui le home collection si stanno rivelando un vero business e promettono di diventarlo molto di più non appena ripartirà l’economia e insieme a lei il mercato immobiliare. In Marocco, Tunisia e Algeria ci sono progetti di residence faraonici; stanno per essere costruiti complessi turistici che hanno dimensioni simili a quelle di vere e proprie città e hanno al loro interno migliaia di soluzioni abitative: ville, appartamenti e alberghi che ambiscono ad avere interior completamente griffati. Anche in Medio Oriente i mobili disegnati dagli stilisti italiani e realizzati dalle aziende tricolore sono molto richiesti. Intanto, nonostante la situazione sia ancora critica sotto il profilo economico, le opportunità internazionali non mancano. Fendi sta lavorando per un complesso alberghiero di sei chilometri e mezzo per tre a Marrakech che sarà ultimato per la fine del 2010. Nei prossimi dieci anni ci saranno 7 hotel di lusso e 3 resort che porteranno il nome di Armani: il primo aprirà entro fine anno a Dubai. Versace ha in progetto più di dieci hotel nel mondo: il terzo che dovrebbe esordire l’anno prossimo a Dubai ed entro il 2011 arrederà un certo numero di appartamenti prestigiosi all’interno della Clock Tower, storico grattacielo di New York. Missoni ha da poco inaugurato il suo primo hotel a Edinburgo e sta già lavorando sui progetti dei prossimi resort in Kuwait e a Cape Town. Numerose le new entry, le griffe che hanno appena esordito  con una prima collezione di mobili; Etro la presenterà in primavera; Kenzo ha messo a punto una casa total look; Paciotti ha lanciato dei pezzi ‘icona’ e Diesel ha creato items che somigliano molto ai suoi vestiti. In buona compagnia di Byblos con tirature limitate di mobili sperimentali a cavallo tra arte, moda e design e di Agatha Ruiz de la Prada, che con la sua colorata follia dà uno scossone al mondo dell’interior più istituzionalizzato. Ultima tendenza è il giardino griffato, quello che in gergo gli addetti ai lavori chiamano outdoor,  i mobili per gli esterni. Un settore in grande sviluppo, visto che i clienti più importanti dei prossimi anni saranno proprio i resort  turistici dotati di grandi spazi aperti. Insomma gli stilisti non lasciano alcun territorio scoperto. E possono permetterselo perché sono accompagnati da partner produttivi, tra le industrie d’eccellenza made in Italy, che sanno far bene questo mestiere.

By ARMANI
Progetti coerenti

“Adulta, consapevole, strutturata: vedo così la collezione Armani/Casa a pochi mesi dal suo decimo anniversario, l’anno prossimo”. Racconta il grande stilista imprenditore. “È completa e copre tutti i settori, dal mobile all’illuminazione, dal tessile all’oggettistica, fino all’ambiente bagno e cucina. Non ho mai voluto una home collection da ‘stilista’, non è mai stato un vezzo o un capriccio come se ne vedono tanti in giro. Ma mi è sempre piaciuto dare una valida alternativa a chi desidera arredare con gusto e praticità la propria casa. Stiamo creando, per esempio, partnership con aziende qualificate, come Dada per le cucine e Rubelli per i tessuti, per dare maggiori possibilità di scelta ai clienti, senza rinunciare a una coerenza di progetto e alla qualità del prodotto. La mia collezione casa somiglia molto alla mia abitazione, rappresenta il mio ideale spazio abitativo”. Prosegue Giorgio Armani: “L’interior design studio ci sta dando molte soddisfazioni anche nello sviluppo di progetti residenziali seguiti da property developer. Nei prossimi 10 anni ci saranno almeno 7 Armani Hotel e 3 resort di lusso. Entro l’anno apriamo il primo Armani Hotel a Dubai.  Non vedo l’ora di vedere concretizzato il primo importante passo di un progetto che ho a cuore tutti i giorni, da 5 anni”.

By BYBLOS
Galeotto fu l’albergo

La liaison creativa tra Alessandro Mendini, uomo del design italiano, e il marchio di moda Byblos è iniziata quando l’architetto ha ideato gli interni dell’Art Hotel a Verona. A distanza di qualche anno è nata anche una collezione di mobili progettata da dall’architetto per Byblos. “Tutto è successo tre anni fa — spiega Mendini — quando realizzai l’hotel di Byblos. La produzione della linea di mobili è figlia dell’esperienza interessante fatta in quell’occasione”. Aggiunge: “Per capire di cosa si tratta c’è bisogno di un antefatto: la mia Poltrona di Proust del ’78 mi ha continuamente portato a interessarmi ai falsi mobili, alla qualificazione del kitsch, a lavorare sull’antico, sovrapponendogli il nuovo. L’albergo di Verona è stata una grande occasione perché mi ha permesso di esercitare questa mia attitudine in un grande spazio, visto che dovevo arredare e progettare 60 camere, una diversa dall’altra. Particolare non trascurabile dell’hotel è l’incredibile collezione di arte contemporanea: le pareti del grande salone le ha fatte Vanessa Beecroft, i grandi specchi  Anish Kapoor”. Da questi elementi, insieme al contributo moda di Manuel Facchini, stilista del marchio di famiglia,  è nata la collezione di mobili a tiratura limitata, e con un carattere di sperimentalità”.

By DIESEL
A Rosso piace rock

Ha un anno e mezzo la casa di Renzo Rosso, a capo di Diesel. È giovane e ha un nome ambizioso: ‘Successfull living from Diesel’. Nata con la collezione tessile realizzata con Zucchi, quest’anno ha aggiunto lampade create in collaborazione con Foscarini e mobili con Moroso. “La casa di Diesel, come la mia, è in continua evoluzione. Mi diverte molto cambiare ‘vestito’ a un mobile o a un ambiente proprio come faccio con il mio guardaroba” racconta Rosso con addosso un denim nero slim fit, t-shirt, e giacca nera. Fonte di ispirazione primaria è il viaggio: Tokyo, Londra e New York. “Proporremo una collezione nuova ogni anno, una vera novità nel mondo del design. Cambiare vestito a una lampada o, meglio, offrire un arredamento che puoi cambiare come un vestito significa proporre rivestimenti diversi nei materiali e nei colori — dal denim alle stampe — da scegliere a seconda dell’umore o degli ospiti in arrivo!”. L’impronta è quella di Rosso, appassionato di tutto ciò che è ‘vintage’ — denim in primis. “Amo mixare pezzi raccolti dai mercatini di tutto il mondo ad altri più classici; anche la nostra collezione casa attinge dal mondo vintage interpretandolo con lo spirito rock di Diesel”.

By ETRO
Tessuto, colori, materiali

La fama di Etro è legata soprattutto ai vestiti, ma in realtà il marchio ha segnato i suoi inizi come produttore di tessuti d’arredamento, per poi passare alla moda, e successivamente ritornare  alle collezioni per la casa. La vera novità della maison sarà presentata al prossimo salone milanese del Mobile, nella primavera del 2010. Dopo una lunga ricerca Etro ha trovato un partner giusto per realizzare la sua ‘casa’, il cui nome è ancora riservato, e che produrrà divani, letti, tavoli e sedie, insomma l’hardware della home collection. Anche i mobili rifletteranno lo stile della home collection di Etro che nel tessile è partita vent’anni fa, con simbolo del paesly vittoriano. Con gli anni è ringiovanita  nei colori e nei dettagli. Il tessile fino ad oggi ha giocato la parte del leone, seguito da ceramiche porcellane e oggettistica. Direttore creativo è Jacopo Etro che disegna anche borse e accessori nella divisione fashion della maison: “Più che altro mi sento un designer del tessuto, del colore e dei materiali— confessa—. Quello che mi diverte è riuscire ad applicare il senso del colore, dei codici del nostro mondo su oggetti che non sono i nostri. Andare in una vecchia vetreria di Murano per spiegare un nostro disegno e farlo interpretare da realtà produttive che non sono quelle tipiche della moda è per me un gran divertimento”.

By FENDI
Home collection, gran turismo

Il futuro delle collezioni firmate dagli stilisti? Arredare i resort di quelle che saranno le mete del turismo dei prossimi anni: Marocco e Tunisia in testa, seguite dall’Algeria, mentre la Libia è ancora agli inizi. Il Nord Africa guadagnerà in popolarità e affluenza a scapito della Costa del Sol, della Costa Azzurra e della Grecia. Ne è certo Alberto Vignatelli, a capo di Club House Italia, azienda che produce mobili per alcune delle più prestigiose griffe internazionali tra cui Fendi. L’imprenditore italiano è convinto che il futuro dei mobili firmati è nelle forniture internazionali a residence e  hotel di lusso, quello che in gergo tecnico si chiama contract. Vignatelli sostiene che l’arredamento da esterni  avrà un grande sviluppo. Almeno, per Fendi sarà cosi. Club House Italia, che da vent’anni produce e distribuisce i mobili della griffe — un lifestyle completo dal cuscino agli arredi— ha da poco brandizzato tutto il giardino: mobili tessuti, accessori che arrederanno alberghi e complessi di ville residenziali saranno completamente firmati dalla maison. Tra i più prestigiosi progetti di Fendi, entro la fine del 2010 e l’inizio del 2011, è prevista un’importante fornitura a Marrakesch, un complesso alberghiero di sei chilometri e mezzo per tre, un’altra a Tangeri, una nuova Porto Cervo che nascerà di fronte a Gibilterra con un complesso di almeno 1500 edifici.

By KENZO
Giardini firmati

Kenzo vanta un lungo rapporto con le collezioni per la casa, soprattutto nel tessile. Più giovane invece il suo legame con l’arredo. Sono due anni che la maison francese fa produrre e distribuire la sua home collection da Club House Italia. James Greenfield, alla guida del marchio e appassionato di interior, negli ultimi tempi ha spinto l’acceleratore del marchio sull’interior e l’anno prossimo si presenterà al salone milanese del mobile con una novità: l’arredamento da esterni, ispirato al mondo della natura, una costante negli stilemi della moda di Kenzo. Una home collection, quella del marchio francese, destinata a diventare più completa e ricca nello stile, con contributi sempre più importanti da parte dell’art director del marchio, Antonio Marras. Dopo aver messo in collezione un suo sgabello, primo intervento del direttore creativo della maison francese, Club House Italia sta anche recuperando ‘l’Isola che non c’è’, la collezione che lo stilista aveva progettato per il G8 che si sarebbe dovuto svolgere la scorsa estate in Sardegna e che sarà presentata la prossima primavera a Milano.

By MISSONI
Ospitalità offresi

Da qualche mese Missoni non vende più solo maglioni, vestiti, tessuti, arredo per la casa, ma anche ‘ospitalità’. Per provare come ci si sente nel primo albergo firmato dalla maison italiana di moda bisogna fare un po’ di chilometri e arrivare sino a Edinburgh, dove nel cuore della città da qualche mese ha aperto i battenti il primo Hotel Missoni nel più puro stile del marchio, dai colori mediterranei, con la struttura interna progettata da Matteo Thun. L’hotellerie più che un traguardo è una nuova partenza per la divisione casa del marchio che, dopo questo primo esperimento ha già in pancia una serie di ulteriori progetti. Prossima tappa è infatti il Kuwait, dove è previsto un albergo a fine anno. Si tratta di una struttura importante con 250 camere, dove Missoni progetterà tutto l’arredamento e l’interior decoration, ma sarà soprattutto l’outdoor ad avere una grande visibilità. L’anno prossimo, in primavera, dovrebbe aprire il terzo Hotel Missoni a Cape Town. “L’idea è di arrivare in tempo per i mondiali e ospitare la squadra azzurra” preannuncia Alberto Jelmini, amministratore delegato di TJ Vestor che produce la linea casa di Missoni, e fratello di Rosita Missoni, direttore creativo della Home collection.

By PACIOTTi
Il letto porta i tacchi alti

Dalla scarpa al mobile, il passaggio è stato immediato senza passaggi intermedi. Cesare Paciotti, noto per il suo marchio di calzature, sull’idea delle scarpe aggressive, veri feticci per un numeroso club di estimatori, ha fatto nascere una collezione di oggetti e arredi. Come le calzature, così i letti, le poltrone, i complementi d’arredo intendono essere un segno di forte personalizzazione nella casa in cui trovano dimora. Paciotti non ambisce a una casa total look. Al contrario, vuole una serie di pezzi cult: un bancone bar, una poltroncina, un letto, una prima collezione di oggetti per la tavola e il tessile, progettate dallo studio Mamo. Il nero, colore simbolo del marchio, campeggia sovrano. “Tutto gira intorno a un’idea di abitazione con ispirazioni déco, degli accenni neo gotici, con linee pulite” spiega Paciotti. Mobili ‘icona’ che finiranno nelle case private ma soprattutto negli spazi dell’hospitality e dell’entertainment: beach resort, bar, locali. Per l’anno prossimo sono in cantiere una serie di progetti per aprire, insieme ad alcuni partner, bar, privè e locali legate al tempo libero, al relax e al divertimento. Insomma, mobili che amano glamour e tacchi alti.

By AGATHA RUIZ DE LA PRADA
In relazione con l’ambiente

I Colori e la divertente leggerezza di Agatha Ruiz de la Prada sono su migliaia di oggetti. Manca solo una ‘zuppa’ col suo nome, ma lei assicura che la farà presto. Ecco come si racconta la stilista che in Spagna è quasi un simbolo nazionale: “Se mi fossi laureata in architettura, avrei rappresentato la nona generazione di una famiglia di architetti, ma non ero una brava studentessa. Quando ero piccola, mio padre creava mobili. Casa nostra era la più bella di Madrid. Si trovava sotto lo studio di architettura di mio padre che sembrava un piccolo museo, con una bellissima collezione d’arte contemporanea. Era lì che passavo tutto il mio tempo e da lì è nata la mia ossessione per gli oggetti. Ho milioni di prodotti. Anche la casa è una mia fissazione. Ne possiedo diverse che arredo nei modi più impensabili. Non esiste ancora un albergo col mio nome, ma voglio farlo. Sarà diverso dagli altri, colorato e anche economico. Fra i miei progetti più importanti c’è Internet. Credo che oggi un progetto sia interessante nella misura in cui ha un rapporto con la rete. E poi, tutte le sfide che mi coinvolgono di più hanno una relazione con l’ambiente. Apparteniamo a una generazione che ha il dovere di cominciare a cambiare il mondo. Domandarsi come la moda e il design possano contribuire a realizzare questo obiettivo è una sfida interessante”.

By VERSACE
Arredi come icone

Meno bianco e nero, più colore e stampe per la casa della maison di moda. L’intervento stilistico di Donatella Versace nella Home collection del marchio è diventato più importante in quest’ultimo anno e anche le contaminazioni tra interior e moda sono più decisi. I valori stilistici del marchio si leggono in modo più netto nell’arredo con l’introduzione di stampe e stilemi della griffe. Racconta la stilista: “Ho ereditato la passione per la casa e gli arredi da mio fratello Gianni. La creatività non può essere limitata solo alla moda, ma esiste una liaison fra mondi diversi: ecco perché molte idee che uso nel design vengono direttamente dal fashion e viceversa. Ad esempio, nell’ ultima collezione, ho inserito un pezzo unico, un piccolo sofà rivestito con le stampe di Julie Verhooven: la stessa artista che ho scelto per la creazione di alcuni abiti della prossima primavera-estate”. La home collection somiglia un po’ alla casa milanese della stilista: “Riflette la mia passione per l’arte moderna e gli arredi classici. Ci sono quadri di differenti periodi, moderni e rinascimentali, così come statue greche e romane. Gli arredi sono icone ‘stile Versace’, mescolati ad alcuni pezzi delle ultime collezione Home. Divani rivestiti in pelle, che si alternano a divanetti più barocchi, stampati. Sedie in nappa colorata e specchi con cornici in rilievo bianche. È un mix di gusto eclettico, che riflette la mia personalità”.


 



Lo stilista americano Ralph Lauren (in un ritratto di Bruce Weber), famoso per aver affiancato per primo alla sua raffinata collezione moda una home collection ricca di suggestioni. Sullo sfondo, un dettaglio del tessuto rigato collezione casa 2009/10 e, in basso a destra, lampada da scrivania in metallo con braccio orientabile.

n. 56


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