di Maddalena Padovani
foto di Efrem Raimondi
Sabrina non perde un evento. Compare all’improvviso, ruba la scena alla fotocamera, contamina e vivacizza gli impeccabili set del FuoriSalone. Sabrina è il simbolo di quelle migliaia di persone (quest’anno quasi 400 mila) che ad aprile, per una settimana, si riversano sulle strade di Milano e creano attorno al design una grande festa cittadina unica nel suo genere. Innescando un cortocircuito creativo in cui ciò che conta, alla fine, è esserci, vedere, partecipare.
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Showroom Sawaya & Moroni: al primo piano, le poltroncine B-Runner isegnate da William Sawaya catturano l’attenzione con la linea leggera della loro struttura a nastro in acciaio di memoria déco. Sono accostate al tavolo-scrivania Khami di Ludovica + Roberto Palomba, che con il suo piano irregolare suggerisce un modo informale di lavorare e abitare. |
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Nella pagina a sinistra: Sopra, showroom Sawaya & Moroni: la scultorea seduta dorata Scoop di Zaha Hadid troneggia nella vetrina che si affaccia su via Manzoni. A sinistra, Fondazione Mudima: tra i progetti presentati da Moreno Gentili in funzione di un concreto principio di sostenibilità, i modelli Up! e Space Up! che caratterizzeranno la futura produzione di Volkswagen. Nella pagina accanto, in alto, Spazio Elie Tahari: uno dei sei modelli che compongono la collezione ‘Gli Specchi di Dioniso’ di Glas Italia, una delle ultime opere di design di Ettore Sottsass. Di lato, showroom De Padova: si chiama Lavenham la sedia di Patricia Urquiola che riprende il disegno matelassé dei celebri soprabiti trapuntati creati nell’omonima cittadina inglese del Suffolk. A destra, showroom Barovier & Toso: il lampadario Big Shadow Taif, nuova versione dimensionale e nuovi colori per un classico dell’azienda muranese. |
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Nella pagina a sinistra: Sopra, Spazio Krizia: le nuove lampade snodabili Alizzcooper e l’opera luminosa Seven Rats definiscono l’inquietante scenario domestico creato da Ingo Maurer all’interno di una casetta argentata. A sinistra, showroom daDriade: la seduta Divina di Fabio Novembre per Driade, una provocatoria contaminazione tra il minimalismo di Mies van der Rohe (la seduta in pelle trapuntata) e l’organicismo sensuale di Henry Moore (la spalliera a forma di figura femminile, in poliuretano con finitura in elastomero). Nella pagina accanto, showroom daDriade: in alto, la poltroncina Mermaid disegnata da Tokujin Yoshioka per DriadeStore, un fazzoletto piegato che diventa rigido grazie al polietilene stampato in rotazionale; in basso, un dettaglio degli intrecci vegetali in ottone argentato realizzati da Mann Singh, nuova firma del marchio DriadeKosmo. |
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Nella pagina a destra: Sopra, Metropol: ospiti d’onore dello spazio sfilate di Dolce & Gabbana, le lampade disegnate da Ferruccio Laviani per Kartell, tra cui il lampadario Bloom costituito da una struttura a corona trasparente su cui sbocciano centinaia di fiori in policarbonato a effetto cristallo. Nella pagina accanto, Jannelli & Volpi: Wallpaper à la carte, una installazione di Markus Benesch presenta le ultime novità in fatto di carta da parati, tra cui le creazioni di Soonsalon (in alto) ed Élitis (in basso). |
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Nella pagina a sinistra: Sopra, showroom Cappellini: tappeti disposti come arazzi per la presentazione della collezione Magic Carpet, il progetto dedicato al tappeto contemporaneo realizzato da Cappellini in collaborazione con Tai Ping Carpets. Fanno parte della collezione il tappeto Mino di Fabio Novembre (in primo piano) e Camouflage di François Azambourg (sul fondo). A sinistra, showroom Flos: nel cortile dello spazio di corso Monforte, tre ambienti idealizzati illustrano le prestazioni di Flos cubo, la tecnologia wireless per il comando a distanza degli apparati luminosi sviluppata da Flos con Muvis. Nella pagina accanto, Corte Regina: le creazioni di Antonio Cagianelli rileggono in chiave contemporanea il film La strada di Federico Fellini nella mostra Notturno Metropolitano, prodotta da Edizioni Galleria Colombari con opere di Bonato, Brutti, Cagianelli, Cardella, Cozzani, Giovando, Sacchetti. |
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Nella pagina a destra: Sopra, Palazzo Versace: nel cortile domina la ricostruzione in scala reale dell’elicottero Agusta di cui Versace realizza gli interni in pelle bianca. A destra, Spazio Vhernier: le preziose trasparenze delle spille Vhernier giocano con le forme colorate degli arredi Kartell. Nella pagina accanto, showroom Fish Design: in alto, gli occhi ipnotici di un camaleonte surrealista animano la grande superficie bianca del piatto Gala in fibra di vetro laccata della collezione Psyco di Alessandro Mendini; in basso, le forme morbide e colorate dei vasi in silicone della collezione ‘Pezzi trasparenti’ di Gaetano Pesce. |
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Nell’immagine grande, Museo della Permanente: il concetto di ‘elastico ma resistente’, ispirato alla struttura cristallina del diamante, costituisce il tema portante dell’installazione Elastic diamond creata dai Nendo per Lexus L-finesse. Sul fondo, il nuovo modello Lexus LF-Xh. A destra, Museo della Permanente: colori puri e geometrie stilizzate caratterizzano i nuovi prodotti SpHaus, tra cui le lampade da terra TXH 1138 di Filippo Dell’Orto e i tavolini Cells di Enrico Buscemi e Piergiorgio Leone. |
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Nella pagina a sinistra: Sopra, Galleria Nilufar: dalla collezione ‘Tre mobili milanesi’ creata da Alessandro Mendini con Carlo Poggio di Zerodisegno, uno dei tre contenitori in edizione limitata concepiti come piccole architetture policrome. A destra, boutique Moschino: in vetrina, un’anticipazione del design d’interni che caratterizzerà le stanze dell’Hotel Moschino di prossima apertura a Milano. Nella pagina accanto, Grand Hotel et de Milan: Pandora S-object, un’installazione di Tommaso Pozzato e Mattia Boschetti realizzata con piatti, posate e bicchieri in plastica delle collezioni Pandora Design. |
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Nella pagina a sinistra: Sopra, showroom Artemide: Altrove, lampada-manifesto di Carlotta de Bevilacqua costituita da un metro quadro di superficie dove la luce scorre fluida su fili di nylon intrecciati, definendo variabili e controllati effetti luminosi. A sinistra, Galleria Post Design: la serie di arredi Rise di Judith Seng gioca sul dualismo perfetto/imperfetto all’interno della mostra Crossing, curata da Vittorio Locatelli e prodotta da Memphis. Nella pagina accanto, Galleria Luisa delle Piane: quattro forme geometriche evocano un paesaggio naturale nell’installazione Nature morte à habiter di Matali Crasset. |