INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

“Ogni lavoro per me rappresenta un’occasione unica per realizzare un progetto totalmente dedicato alla luce: mi piace studiare come si muove, come abbraccia le cose e le persone”.

Chi parla è l’architetto brasiliano Fernanda Marques: classe 1965, founder dello studio di architettura Fernanda Marques Arquitetos Associados, che vanta un team quasi tutto ‘al femminile’ (nella squadra anche due sorelle), la giovane progettista è lanciatissima nel panorama del progetto residenziale di San Paolo: nella capitale, infatti, firma ville da sogno immerse nella foresta pluviale, che lambisce i confini settentrionali della città, oppure attici-design adagiati sui tetti dei più iconici building della capitale brasiliana..

Come quello pubblicato in queste pagine: trecento metri quadrati votati alla luce e alla leggerezza, dove va in scena l’eclettica collezione d’arte contemporanea dei padroni di casa. “L’idea principe”, ci spiega la progettista, “è stata quella di liberare tutta l’area giorno da gerarchie funzionali e spaziali predefinite per creare piani visivi che fluiscono l’uno nell’altro in maniera del tutto naturale”.

In che modo? Grazie a maxi portali piroettanti o scorrevoli che, a seconda delle esigenze, si aprono e si chiudono generando di volta in volta differenti scenografie. Così la casa, tramite un semplice gesto, si trasforma in una sorta di galleria d’arte domestica: un loft arioso e pieno di luce, dove le opere si stagliano sulle pareti candide, diventando le principali protagoniste.

Viceversa, serrati i maxi pannelli, riappare il layout tradizionale, fatto di stanze, intime e private: ora sono gli arredi, tutti pezzi iconici scelti nel panorama del design internazionale, che riacquistano il ruolo di primo attore. Ma le due anime della casa convivono in perfetta simbiosi, regalando una spazialità ricca, particolarmente articolata, con percorsi che offrono interessanti scorci visivi, sempre diversi e pronti a mutare.

Inoltre, la scelta di forme pure, senza alcun elemento decorativo ma, soprattutto, l’uso di materiali semplici e naturali – fra, tutti il legno – concorrono a creare ambienti puri, di grande leggerezza, equilibrati dal punto di vista cromatico e materico.

In particolare, le lunghe doghe di legno che corrono contemporaneamente su soffitto e pavimento (rivestono anche alcuni setti divisori), trasformano l’appartamento in una sorta di ‘scatola’ accogliente e intima, azzerando quel senso di vuoto che l’ampiezza degli spazi avrebbe potuto generare.

Anche il progetto illuminotecnico contribuisce a questo risultato. Il dosaggio preciso di luce diretta e indiretta crea l’illuminazione ideale per le opere d’arte e, nello stesso tempo, valorizza i pezzi iconici d’arredo.

L’ampio uso del bianco sulle pareti diventa la scelta cromatica vincente per riflettere e amplificare la luce diurna, sempre però ben stemperata e uniformemente diffusa, grazie ai leggeri tendaggi, che vestono le ampie vetrate.

Anche gli spazi di servizio, come la cucina, si celano alla vista con un sistema di pannelli a libro, accentuando quel carattere minimal e super funzionale che contraddistingue tutta la casa (in questo caso la matericità del legno sostituisce l’intonaco bianco dei maxi portali basculanti).

L’area notte padronale, infine, sceglie massima privacy, occupando un’ala ben separata dal soggiorno, che accoglie la camera da letto padronale, la stanza dei bambini e quella degli ospiti. Un sistema articolato di cabine armadio crea un’ulteriore filtro fra il giorno e la notte, riproponendo il leit motiv dei pannelli mobili.

Foto di Fernando Guerra – Testo di Laura Ragazzola

 
Il soggiorno modifica i suoi spazi grazie alla presenza di ampi portali piroettanti, che all’occorrenza mutanoil layout della casa.
 
L’ambiente è punteggiato da iconici pezzi d’arredo del made in Italy: dalla chaise longue ‘Terminal 1’alla poltrona ‘Grande Papilio’, entrambe prodotte da B&B Italia. Il quadro è un’opera dell’artista Guilherme Dable.
 
Lo spazio dinamico dell’area giorno permette alla luce di fluire liberamente senza soluzione di continuità.
 
Lo spazio dinamico dell’area giorno permette alla luce di fluire liberamente senza soluzione di continuità.
 
Si alternano più zone conversazione e una doppia area pranzo: qui sopra quella arredata con un lunghissimo tavolo da pranzo, su disegno, che gode di una bellissima vista sulla città di San Paolo.
 
La pianta dell’appartamento.
 
Nell'appartamento si alternano più zone conversazione.
 
La biblioteca che si trasforma in un’intima sala lettura. È arredata con le poltrone P22, complete di pouf, disegnate da Patrick Norguet per Cassina e dalla lampada da parete Potence di Jean Prouvé (Vitra) .
 
Uno scorcio della camera da letto padronale.
 
La cucina: qui l’area lavoro viene celata all’occorrenza da un portale ligneo che si chiude a libro.

“For me every job represents a unique opportunity to create a project totally about light: I like to study how it moves, how it embraces things and people.”

These are the words of the Brazilian architect Fernanda Marques: born in 1965, founder of the architecture firm Fernanda Marques Arquitetos Associados, with a team of almost all women (including two sisters), the young designer is a rising star on the residential design scene in São Paulo. He has created dream houses immersed in the rain forest to the north of the city, but also design penthouses atop the most iconic buildings in the capital.

Like the one published on these pages: 300 square meters of light and lightness, a stage for the eclectic collection of contemporary art of the owners. “The main idea,” Marques says, “was to free up the whole living area from functional and spatial rankings, to create visual planes that flow into each other in a very natural way.”

How? Thanks to large swiveling or sliding doors that open or close to generate different settings when needed. The house, with a simple gesture, transforms into a sort of domestic art gallery: an airy loft, full of light, where the paintings stand out against pale walls, become the real protagonists.

Vice versa, when the large panels are closed the traditional layout reappears, with intimate and private rooms: in this case the furnishings, all iconic pieces chosen from the international design scene, take on the leading role. The two spirits of the house coexist in perfect symbiosis, forming a variegated spatial resource, with paths that offer interesting views, always different, always changing.

The choice of pure forms, without any decorative features and above all with the use of simple, natural materials – especially wood – contributes to create pure spaces of great lightness, balanced in terms of colors and materials.

In particular, the long wooden planks that run along the ceiling and floor (as well as several divider partitions) transform the apartment into a sort of welcoming, intimate ‘box,’ erasing the sense of emptiness that might be triggered by such large spaces.

The technical lighting design also contributes to achieve the desired result. The precisely gauged direct and indirect lighting creates the ideal setting for the works of art, while at the same time enhancing the remarkable furnishings.

Widespread use of white on the walls becomes the winning chromatic choice to reflect and accentuate daylight, though it too is always precisely controlled and diffused thanks to light curtains shielding the large windows.

The service spaces like the kitchen can also be concealed from view with a system of folding panels, enhancing the minimal, super-functional character of the whole house (in this case the materic image of wood replaces the white plaster of the large mobile partitions).

The area of the master bedroom offers maximum privacy, occupying a wing well separated from the living area, and also containing bedrooms for the children and guests. A complete wardrobe system forms another filter between day and night areas, echoing the leitmotif of the mobile panels.

Photos Fernando Guerra – Article Laura Ragazzola

 
The sequence of images on these pages shows how the living area changes its spaces thanks to the presence of large pivoting panels that can be moved to reorganize the layout of the house. X2
 
The space is punctuated by iconic design pieces Made in Italy: from the Terminal 1 chaise longue to the Grande Papilio armchair, both produced by B&B Italia. The painting is by the artist Guilherme Dable.
 
The dynamic space of the living area lets the light flow freely and seamlessly.
 
The dynamic space of the living area lets the light flow freely and seamlessly.
 
Multiple conversation zones join a double dining area: the one furnished with a very long custom table, with a fine view of the city of Sao Paulo.
 
The plan of the apartment.
 
Multiple conversation zones join a double dining area.
 
The library that can be transformed into a quiet reading room. It is furnished with the P22 armchairs, complete with ottoman, designed by Patrick Norguet for Cassina, and the Potence floor lamp by Jean Prouvé (Vitra).
 
View of the master bedroom.
 
The kitchen: here the work area can be concealed by a folding wooden door.